La Storia

Cipolle sul carro

 

Alcune testimonianze e documentazioni fanno risalire la coltivazione della Cipolla di Suasa, nel Comune di Castelleone di Suasa e nel Comune limitrofo di San Lorenzo in Campo, ai primi del ‘900, tanto che, è valso ai suoi abitanti il nome di “cipollari”.

Ortensio Targa (02.07.1748-16.10.1796) – L’ospedale di Castelleone, Fano, Comune di Castelleone di Suasa, 2017

Ma, secondo una ricerca dello storico/scrittore Renzo Fiorani, questo pregiato bulbo, sarebbe stato coltivato nel nostro comune alcuni secoli prima.

Nel raccogliere il materiale sulla Famiglia Brunacci di Castelleone di Suasa è emerso che, il ramo Pisano dei Brunacci, coltivava le cipolle, con cui ha iniziato un impero economico, tanto da inserire sullo stemma "tre cipolle".

Nel nostro Comune, come attesta Fiorani, è vissuto un Paolo Brunacci che il 24 settembre 1772 ha donato un terreno nella zona di San Martino per l'erezione di una Cappellania e per il mantenimento di un sacerdote.

Il materiale già acquisito da Fiorani, per scrivere un testo dedicato a "I Brunacci Castelleonesi e la Cipolla di Suasa", ci fanno presupporre della parentela con il ramo Pisano dei Brunacci e quindi, è lecito pensare che la coltivazione delle cipolle era nota, nel nostro Comune, sin dal XVIII° secolo.

Stemma araldico dei Brunacci, ramo Pisano.

Nel dopoguerra, erano 24 coltivatori di cipolle a Castelleone di Suasa ed a San Lorenzo in Campo ben 36, lo sappiamo perché sono stati elencati, nel libro di Luigi Speranzini "Cipolle e Cipollari, un viaggio nella memoria".

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, in seguito, aveva deciso di puntare su settori di nicchia, valorizzando i prodotti tradizionali in cui prodotti agricoli o dell'allevamento venivano lavorati secondo antiche ricette ed inseriti nei P.A.T. (Prododtti Agroalimentari Tradizionali). 

Su proposta della Regione Marche, la cipolla di Suasa, venne inserita al n. 67, come prodotto vegetale allo stato naturale o trasformato, modificato, successivamente al n. 66 con la XV^ revisione del 2015 e tutt'ora, nella stessa posizione nella XVIII^ revisione del 2018.

Nel 1999 le Amministrazioni comunali di Castelleone di Suasa e San Lorenzo in Campo con il contributo della Provincia di Ancona e dell’agenzia ASSAM hanno iniziato un programma di riscoperta, valorizzazione e divulgazione di questo prodotto tipico, coinvolgendo lIstituto Sperimentale Statale di Monsampolo del Tronto, che ha provveduto alla selezione genetica del seme per individuare l’ecotipo originale e per migliorare la qualità del bulbo.

L’Associazione Turistica ProSuasa ha portato alla conoscenza del pubblico questo prodotto riscoperto, organizzando l’annuale Festa della Cipolla.